La maschera tipica

l’Omene Cùrte

La maschera tradizionale di Sammichele di Bari è l’Uomo Corto, in dialetto locale l’Omene Cùrte.

Di tipica estrazione popolare, esso personifica i valori di una comunità povera legata all’agricoltura e alla civiltà contadina e sottolinea difetti e modi di fare della gente del paese. Tale maschera rappresenta un uomo di statura minuta, un contadino povero ma furbo. Secondo alcuni, rappresenta il modello sammichelino «lavoratore instancabile, spiritoso, un po’ farfallone ma, soprattutto, ballerino».

La testa dell’Uomo Corto è costituita da un sacco di juta che scivola fino alla vita dell’interprete; sul capo è spesso appoggiata una vecchia coppola per un maggiore realismo e al collo uno scialle. Al di sotto del sacco viene posizionato un setaccio per conferire una maggiore ampiezza alla testa.

Una vecchia giacca è abbottonata in corrispondenza della vita e un bastone con due guanti, infilato nelle maniche della stessa, forma due braccia spalancate. Calzoni di rozza fattura, una rasola (piccolo raschietto di ferro usato per rimuovere la terra dalla zappa) che sporge dalla tasca e scarponi segnati dalla terra secca a rimarcare uno dei principali mestieri della popolazione sammichelina.

Muovendosi e ballando, la maschera colpisce con le sue “braccia” chiunque si trovi nelle vicinanze e augura pioggia e fertilità ai campi.

Le maschere minori

Esiste anche la versione femminile della maschera tradizionale: “la fèmena corte” (femmina corta), ma maschere possono essere considerate anche i tanti personaggi delle scenette teatrali, tra cui “u Ceccànduène” (Cecco Antonio) e “u chernùte chendènde” (il cornuto contento) dato che mettono in risalto e alla berlina difetti e modi di fare.