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Le prime notizie documentate sul Carnevale di Sammichele risalgono al XIX secolo e ci parlano di una ritualità non molto diversa da quella attuale.
Da un rapporto di polizia del 4 marzo 1830 all’Intendente di Terra di Bari, si legge: “…giova intanto marcare, che generalmente le maschere in questo distretto, si riducono a cambiamento di sesso, e ad indossare degli abiti di vecchi, contadini e massari o altro costume.
La classe di basso ceto è quella, che si suole più delle altre, mascherare, girando in tutte quelle case, in cui si dà trattenimento, d’onde dopo di aver fatto un piccolo ballo, passa in altre, fino a che inoltrata la notte, si ritira nelle proprie case.”
Qui a Sammichele abbiamo una parola speciale: “sammichelinità”. È quel forte legame che i residenti hanno con il loro paese, quella consapevolezza della propria storia, quel rispetto per il patrimonio culturale che passa di generazione in generazione.
Il Carnevale Sammichelino è l’espressione più alta di questa identità: un momento di condivisione, di riflessione, di orgoglio collettivo. È la dimostrazione che le tradizioni non sono solo memoria del passato, ma energia vitale che si rinnova ogni anno, coinvolgendo nuove generazioni senza mai perdere la propria anima.
Vieni a vivere con noi questa esperienza indimenticabile. Lasciati travolgere dai colori, dai sapori, dall’allegria contagiosa di un popolo che sa ancora cosa significa fare festa insieme.
I ricordi degli anziani attribuiscono al festino due scopi ben precisi: far fidanzare le figlie in età da matrimonio e creare occasioni di divertimento. Infatti, veniva organizzato solitamente dal padrone di casa che doveva far maritare la propria figlia, pertanto si adoperava per invitare altre famiglie tra le quali vi erano i possibili pretendenti. Inoltre, l’intento del festino era anche quello di distrarre dalla fatica dei campi e permettere ai partecipanti di trascorrere delle serate all’insegna dell’allegria e della spensieratezza.